Il 9 maggio, Giornata dell’Europa, il progetto Eurokanto propone agli abitanti dell’Unione europea di cantare insieme l’inno europeo a mezzogiorno.
Un appuntamento per cantare insieme
Cori, scuole e associazioni possono animare questo appuntamento nel proprio comune: davanti al municipio, in un luogo di incontro o all’interno del proprio gruppo.
Nelle scuole, nei giorni precedenti
Una classe può anche preparare e cantare l’inno europeo nella propria scuola nei giorni che precedono il 9 maggio. Questi momenti fanno parte dello stesso progetto.
Perché cantare l’inno europeo in esperanto?
L’inno europeo, basato sulla melodia dell’«Inno alla gioia» di Beethoven, è un simbolo di unità tra i popoli d’Europa. La sua versione ufficiale, però, è soltanto strumentale: non ha parole.
Come possiamo, allora, cantarlo tutti insieme? In quale lingua gli europei potrebbero unire le loro voci, senza privilegiare una lingua nazionale rispetto a un’altra?
Il progetto Eurokanto propone una risposta: cantare l’inno europeo in esperanto, su un testo scritto da Umberto Broccatelli. Questo testo celebra la gioia di ritrovarsi, la pace e l’unità europea.
L’esperanto, lingua internazionale che non appartiene a nessun paese in particolare, permette a persone di madrelingua diversa di imparare e cantare le stesse parole su un piano di parità.
Non si tratta di sostituire le lingue nazionali né di modificare l’inno ufficiale, ma di dare agli europei la possibilità di far sentire insieme le proprie voci, nello spirito del motto europeo: «Unita nella diversità».
Con il progetto Eurokanto, chiunque può partecipare a questa esperienza, anche senza conoscere l’esperanto. Spartiti, una traduzione in francese e un aiuto alla pronuncia sono disponibili nella sezione «Prepararsi a cantare».
Chi siamo?
Eurokanto è promosso da cittadini europei attraverso l’Unione Esperantista Europea (EEU, Eŭropa Esperanto-Unio), un’associazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Bruxelles. Riunisce le associazioni esperantiste nazionali dei paesi dell’Unione europea e accoglie anche associazioni di altri paesi europei.
Il suo statuto prevede, tra gli obiettivi, la difesa della parità dei diritti linguistici per tutte le lingue parlate in Europa, siano esse ufficiali, minoritarie o regionali, e il rafforzamento della coscienza europea. Le associazioni di questa rete promuovono la comunicazione tra persone di lingue diverse, in particolare attraverso l’esperanto, una lingua accessibile e non discriminatoria.
